{"id":1418,"date":"2014-01-10T11:08:50","date_gmt":"2014-01-10T10:08:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchianissoria.it\/?p=1418"},"modified":"2014-01-10T11:16:06","modified_gmt":"2014-01-10T10:16:06","slug":"la-chiesa-riceve-e-dona-la-fede-di-pietro-scardilli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchianissoria.it\/index.php\/la-chiesa-riceve-e-dona-la-fede-di-pietro-scardilli\/","title":{"rendered":"LA CHIESA RICEVE E DONA LA FEDE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.parrocchianissoria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/395.jpg\"><img data-attachment-id=\"1420\" data-permalink=\"https:\/\/www.parrocchianissoria.it\/index.php\/la-chiesa-riceve-e-dona-la-fede-di-pietro-scardilli\/attachment\/395\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.parrocchianissoria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/395.jpg?fit=1024%2C683&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1024,683\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1388776888&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"395\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.parrocchianissoria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/395.jpg?fit=300%2C200&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.parrocchianissoria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/395.jpg?fit=660%2C440&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-1420 aligncenter\" alt=\"395\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.parrocchianissoria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/395.jpg?resize=660%2C440\" width=\"660\" height=\"440\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.parrocchianissoria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/395.jpg?w=1024&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.parrocchianissoria.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/395.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"(max-width: 660px) 100vw, 660px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>In occasione del convegno catechistico regionale, ecco la riflessione di Pietro Scardilli dal titolo <em>La Chiesa riceve e dona la fede?<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p><strong>1. Da dove partire?<br \/>\n<\/strong>Se facciamo attenzione alla concreta esperienza della fede, rileviamo due punti di vista:<\/p>\n<ul>\n<li>\u00a0da una parte si diviene credenti solo perch\u00e9 altri hanno gi\u00e0 vissuto questa fede in precedenza, l\u2019hanno raccontata,\u00a0annunciata e insegnata\u2026;<\/li>\n<li>dall\u2019altra parte solo chi gi\u00e0 crede pu\u00f2 donare la fede, pu\u00f2 trasmetterla, pu\u00f2 realizzare l\u2019annuncio e la trasmissione\u00a0del Vangelo.<\/li>\n<\/ul>\n<p><!--more--><br \/>\nNel Credo la Chiesa appare anzitutto come soggetto della fede. Certo, sono sempre i singoli credenti che dicono\u00a0\u00abio credo\u00bb o \u00abnoi crediamo\u00bb; se per\u00f2 si segue la spiegazione teologica della professione di fede\u00a0dell\u2019antichit\u00e0 e del Medio Evo, \u00e8 sempre la Chiesa il vero soggetto che qui parla.<br \/>\n\u00abIo credo\u00bb: \u00e8 la fede della Chiesa professata personalmente da ogni credente, soprattutto al momento del Battesimo.<\/p>\n<p>\u00abNoi crediamo\u00bb: \u00e8 la fede della Chiesa confessata dai Vescovi riuniti in Concilio, o, pi\u00f9 generalmente, dall&#8217;assemblea\u00a0liturgica dei credenti. \u00abIo credo\u00bb: \u00e8 anche la Chiesa, nostra Madre, che risponde a Dio con la sua fede e che ci insegna\u00a0a dire: \u00abIo credo\u00bb, \u00abNoi crediamo\u00bb (<em>Catechismo della Chiesa cattolica<\/em>, 167).<br \/>\nIn linea di principio solo nella comunit\u00e0 \u00e8 possibile la fede.<br \/>\nCos\u00ec si esprime ancora il Catechismo della Chiesa cattolica al n. 166:<br \/>\n<em>La fede \u00e8 un atto personale: \u00e8 la libera risposta dell\u2019uomo all&#8217;iniziativa di Dio che si rivela. La fede per\u00f2 non \u00e8 un atto\u00a0isolato. Nessuno pu\u00f2 credere da solo, cos\u00ec come nessuno pu\u00f2 vivere da solo. Nessuno si \u00e8 dato la fede da se stesso, cos\u00ec\u00a0come nessuno da se stesso si \u00e8 dato l\u2019esistenza. Il credente ha ricevuto la fede da altri e ad altri la deve trasmettere. Il\u00a0nostro amore per Ges\u00f9 e per gli uomini ci spinge a parlare ad altri della nostra fede. In tal modo ogni credente \u00e8 come\u00a0un anello nella grande catena dei credenti. Io non posso credere senza essere sorretto dalla fede degli altri, e, con la\u00a0mia fede, contribuisco a sostenere la fede degli altri.<br \/>\n<\/em><br \/>\nIndividuato il punto di partenza, adesso, il mio intervento sar\u00e0 scandito da due linee di riflessione:<br \/>\n1. non c\u2019\u00e8 Cristianesimo\/Chiesa senza comunicazione della fede (il fine della trasmissione della fede:\u00a0l\u2019incontro con Cristo);<br \/>\n2. non c\u2019\u00e8 comunicazione della fede senza Chiesa (lo stile della trasmissione della fede).<br \/>\n<strong>2. Non c\u2019\u00e8 Cristianesimo\/Chiesa senza comunicazione della fede<\/strong><br \/>\nPoich\u00e9 la fede nasce da un incontro che accade nella storia e illumina il nostro cammino nel tempo essa si deve trasmettere\u00a0lungo i secoli. \u00c8 attraverso una catena ininterrotta di testimonianze che arriva a noi il volto di Ges\u00f9 [\u2026]. La\u00a0persona vive sempre in relazione. Viene da altri, appartiene ad altri, la sua vita si fa pi\u00f9 grande nell\u2019incontro con altri.<br \/>\nE anche la propria conoscenza, la stessa coscienza di s\u00e9, \u00e8 di tipo relazionale, ed \u00e8 legata ad altri che ci hanno preceduto:<br \/>\nin primo luogo i nostri genitori, che ci hanno dato la vita e il nome. Il linguaggio stesso, le parole con cui interpretiamo\u00a0la nostra vita e la nostra realt\u00e0, ci arriva attraverso altri, preservato nella memoria viva di altri. La conoscenza di\u00a0noi stessi \u00e8 possibile solo quando partecipiamo a una memoria pi\u00f9 grande. Avviene cos\u00ec anche nella fede, che porta a\u00a0pienezza il modo umano di comprendere. Il passato della fede, quell\u2019atto di amore di Ges\u00f9 che ha generato nel mondo<br \/>\nuna nuova vita, ci arriva nella memoria di altri, dei testimoni, conservato vivo in quel soggetto unico di memoria che \u00e8<br \/>\nla Chiesa (<em>Lumen fidei<\/em>, 38).<br \/>\nIl cristianesimo si perpetua ed \u00e8 vivo basandosi su un principio vitale, che ha attraversato i secoli: la <em><strong>traditioredditio\u00a0fidei<\/strong><\/em>. La Chiesa stessa non esiste se non attraverso un processo di tradizione-recezione. \u00c8 in questa duplice\u00a0azione strutturante (annuncio e accoglienza) che essa \u00e8 costituita. \u00c8 cos\u00ec che vi \u00e8\u00a0da una parte un primo gruppo, gli attori della tradizione,\u00a0coloro che<br \/>\n&#8211; dicono la Parola con franchezza (At 4,31),<br \/>\n&#8211; rendendovi testimonianza (At 14,3),<br \/>\n&#8211; l\u2019annunciano al popolo (At 5,20; 13,5; 14,25;\u00a015,35.36; ecc.),<br \/>\n&#8211; discutono (At 17,2)<br \/>\n&#8211; e insegnano la Parola (At 18,11),<br \/>\n&#8211; la servono (At 6,4),<br \/>\n&#8211; vi si consacrano interamente (At 18,5),\u00a0e, d\u2019altra parte, i riceventi, coloro<br \/>\n&#8211; a cui \u00e8 indirizzata (At 13,46),<br \/>\n&#8211; che ne sono gli uditori (At 4,4),<br \/>\n&#8211; l\u2019ascoltano (At 10,44; 13,44),<br \/>\n&#8211; desiderano intenderla (At 13,7; 19,10),<br \/>\n&#8211; l\u2019accolgono (At 2,41; 8,14; 17,11),<br \/>\n&#8211; la ricevono (At 11,1),<br \/>\n&#8211; vi prestano attenzione (At 8,6),<br \/>\n&#8211; sono toccati dalla Parola (At 13,40)<br \/>\n&#8211; o che vi si oppongono (At 13,45).<br \/>\nIl recente Sinodo sulla nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana ci ha ricordato che<br \/>\n<em>\u00e8 necessario maturare all&#8217;interno del popolo di Dio una maggiore consapevolezza del ruolo della Parola di Dio, della\u00a0sua potenza rivelatrice e manifestatrice dell\u2019intenzione di Dio verso gli uomini, del suo disegno di salvezza. C\u2019\u00e8 bisogno\u00a0di una maggiore cura della proclamazione della Parola di Dio nelle assemblee liturgiche e una dedizione pi\u00f9 convinta\u00a0al compito della predicazione. Serve un\u2019attenzione pi\u00f9 consapevole e una fiducia pi\u00f9 convinta nel ruolo che la\u00a0Parola di Dio pu\u00f2 svolgere nella missione della Chiesa, sia nel momento specifico dell\u2019annuncio del messaggio di salvezza\u00a0che nella posizione pi\u00f9 riflessiva dell\u2019ascolto e del dialogo con le culture. I Padri sinodali hanno riservato\u00a0un\u2019attenzione particolare all\u2019annuncio della Parola alle nuove generazioni. \u00ab[\u2026] dobbiamo aiutare i giovani ad acquistare\u00a0confidenza e familiarit\u00e0 con la sacra Scrittura, perch\u00e9 sia come una bussola che indica la strada da seguire. Per\u00a0questo, essi hanno bisogno di testimoni e di maestri, che camminino con loro e li guidino ad amare e a comunicare a\u00a0loro volta il Vangelo soprattutto ai loro coetanei, diventando essi stessi autentici e credibili annunciatori<\/em> (cit. da Benedetto\u00a0XVI, <em>Verbum Domini<\/em>, 104)\u00bb (<em>Lineamenta<\/em>, 13).<\/p>\n<p>Se la Chiesa \u00e8 in qualche modo il \u201cprodotto\u201d dell\u2019annuncio, ne \u00e8 ugualmente il vettore.<br \/>\n1. \u00abIo, infatti, <strong>ho ricevuto<\/strong> dal Signore quello che a mia volta <strong>vi ho trasmesso<\/strong>\u00bb (1Cor 11,23);<br \/>\n2. \u00abA voi infatti <strong>ho trasmesso<\/strong>, anzitutto, quello che anch\u2019io <strong>ho ricevuto<\/strong>, cio\u00e8 che Cristo mor\u00ec per i nostri\u00a0peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che \u00e8 risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve\u00a0a Cefa e quindi ai Dodici\u00bb (1Cor 15,3-5).<br \/>\n3. \u00ab\u2026le cose che <strong>hai udito<\/strong> da me davanti a molti testimoni, <strong>trasmettile<\/strong> a persone fidate, le quali a loro volta\u00a0siano in grado di <strong>insegnare agli altri<\/strong>\u00bb (2Tm 2,2).<\/p>\n<p><strong>3. Non c\u2019\u00e8 comunicazione della fede senza Chiesa<\/strong><br \/>\n<em>\u00c8 impossibile credere da soli. La fede non \u00e8 solo un\u2019opzione individuale che avviene nell\u2019interiorit\u00e0 del credente, non\u00a0\u00e8 rapporto isolato tra l\u2019io del fedele e il Tu divino, tra il soggetto autonomo e Dio [\u2026]. \u00c8 possibile rispondere in prima\u00a0persona, credo, solo perch\u00e9 si appartiene a una comunione grande, solo perch\u00e9 si dice anche crediamo (Lumen fidei,\u00a039).<\/em><\/p>\n<p>Il fine di tutto il processo di trasmissione della fede \u00e8 l\u2019edificazione della Chiesa come comunit\u00e0 dei testimoni\u00a0del Vangelo.<\/p>\n<p><em>Comunit\u00e0 di credenti, comunit\u00e0 di speranza vissuta e partecipata, comunit\u00e0 d\u2019amore fraterno, essa ha bisogno di ascoltare\u00a0di continuo ci\u00f2 che deve credere, le ragioni della sua speranza, il comandamento nuovo dell\u2019amore. Popolo di Dio\u00a0immerso nel mondo, e spesso tentato dagli idoli, essa ha sempre bisogno di sentir proclamare \u201cle grandi opere di Dio\u201d,\u00a0che l\u2019hanno convertita al Signore, e d\u2019essere nuovamente convocata e riunita da lui. Ci\u00f2 vuol dire, in una parola, che\u00a0essa ha sempre bisogno d\u2019essere evangelizzata, se vuol conservare freschezza, slancio e forza per annunziare il Vangelo<\/em><br \/>\n<em> (Evangelii nuntiandi, 15).<br \/>\n<\/em><br \/>\nLa comunit\u00e0 cristiana deve ri-vivere come Ges\u00f9. Deve continuamente riproporre il \u201cmodo di procedere\u201d di\u00a0Ges\u00f9. Non solo dovr\u00e0 fare quello che ha fatto Ges\u00f9, secondo un criterio di ripetizione meccanica, ma \u00e8 invitata\u00a0a saper fare come ha fatto Ges\u00f9, ad agire secondo il Suo stile.<br \/>\nIl Verbo si \u00e8 fatto carne ma alla fine sar\u00e0 la nostra carne a diventare Verbo; \u00e8 attraverso di noi che il Verbo\u00a0di Dio parla ancora: quale grande responsabilit\u00e0 ci \u00e8 data!<br \/>\nL\u2019Apostolo Paolo scrivendo alla comunit\u00e0 cristiana di Corinto, ma queste parole valgono per ogni Chiesa,\u00a0esclamava:<br \/>\n<em>La nostra lettera siete voi, lettera scritta nei nostri cuori, conosciuta e letta da tutti gli uomini. \u00c8 noto infatti che voi siete\u00a0una lettera di Cristo composta da noi, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, non su tavole di\u00a0pietra, ma su tavole di cuori umani<\/em> (2Cor 3,2-3).<br \/>\nLettera conosciuta e letta da tutti gli uomini! Chiamati ad essere parola luminosa, parola esclusivamente\u00a0d\u2019amore.<br \/>\n<em>Per trasmettere un contenuto meramente dottrinale, un\u2019idea, forse basterebbe un libro, o la ripetizione di un messaggio\u00a0orale. Ma ci\u00f2 che si comunica nella Chiesa, ci\u00f2 che si trasmette nella sua tradizione vivente, \u00e8 la luce nuova che nasce\u00a0dall\u2019incontro con il Dio vivo, una luce che tocca la persona nel suo centro, nel cuore, coinvolgendo la sua mente, il suo\u00a0volere e la sua affettivit\u00e0, aprendola a relazioni vive nella comunione con Dio e con gli altri<\/em> (<em>Lumen fidei<\/em>, n. 40).<br \/>\n<em>Per la Chiesa, la testimonianza di una vita autenticamente cristiana, abbandonata in Dio in una comunione che nulla\u00a0deve interrompere, ma ugualmente donata al prossimo con zelo senza limiti, \u00e8 il primo mezzo di evangelizzazione [&#8230;].<\/em><br \/>\n<em> \u00c8 dunque mediante la sua condotta, mediante la sua vita, che la Chiesa evangelizzer\u00e0 innanzi tutto il mondo, vale a dire\u00a0mediante la sua testimonianza vissuta<\/em> (<em>Evangelii nuntiandi<\/em>, n. 41).<\/p>\n<p><strong>Fare esperienza di Cristo \u00e8 il fine della trasmissione della fede da condividere con i vicini e i lontani.\u00a0Essa ci sprona alla missione.<\/strong><br \/>\n1. Quanto le nostre comunit\u00e0 cristiane riescono a proporre luoghi ecclesiali che siano strumento di esperienza\u00a0spirituale?<br \/>\n2. Quanto i nostri cammini di fede hanno come obiettivo non la sola adesione intellettuale alla verit\u00e0\u00a0cristiana, ma riescono a far vivere esperienze reali di incontro e di comunione, di \u201cabitazione\u201d nel<br \/>\nmistero di Cristo?<br \/>\n3. In che modo le singole Chiese hanno trovato soluzioni e risposte alla domanda di esperienza spirituale\u00a0che attraversa anche le giovani generazioni di oggi?<\/p>\n<p><strong>La Parola e l\u2019Eucaristia sono i veicoli principali, gli strumenti privilegiati per vivere la fede cristiana\u00a0come esperienza spirituale.<\/strong><br \/>\n4. In che modo le nostre comunit\u00e0 esprimono la centralit\u00e0 della Parola di Dio e dell\u2019Eucaristia (celebrata,\u00a0adorata), e a partire da essi strutturano le loro azioni e la loro vita?<br \/>\n5. Dopo decenni di forte effervescenza il campo della catechesi mostra segni di fatica e di stanchezza,\u00a0anzitutto a livello dei soggetti chiamati a sostenere e ad animare questa azione ecclesiale. Qual \u00e8<br \/>\nl\u2019esperienza concreta delle nostre Chiese?<br \/>\n6. Come si \u00e8 cercato di dare riconoscimento e solidit\u00e0 all&#8217;interno delle comunit\u00e0 cristiane alla figura del\u00a0catechista? Come si \u00e8 cercato di dare concretezza ed efficacia al riconoscimento di un ruolo attivo\u00a0anche ad altri soggetti nel compito di trasmissione della fede (genitori, padrini, la comunit\u00e0 cristiana)?<br \/>\n7. Quali iniziative sono state pensate a sostegno dei genitori, per incoraggiarli in un compito (la trasmissione,\u00a0e di conseguenza la trasmissione della fede) che la cultura riconosce sempre meno come loro\u00a0affidato?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione del convegno catechistico regionale, ecco la riflessione di Pietro Scardilli dal titolo La Chiesa riceve e dona la fede?. 1. Da dove partire? 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