
Cristo è risorto! E' veramente risorto.
Questo è l'annuncio che ogni cristiano
deve rivolgere ai propri fratelli e al mondo intero! Si è conclusa la Settimana Santa che a Nissoria ha visto la partecipazione assidua di tutta la comunità parrocchiale; sotto la guida del nostro parroco don Giuseppe La Giusa tutti i fedeli sono stati coinvolti nelle celebrazioni tipiche di questa importante settimana nella vita di un cristiano. La partecipazione della comunità nissorina non è stato un semplice assistere ai riti superficialmente e per abitudine e tradizione, ma è stato un vivere intensamente la Passione e la Resurrezione di Gesù Cristo.
La Settimana Santa è iniziata con i riti della Domenica delle Palme, che come di consueto ha visto la partecipazione di tantissimi fedeli provenienti anche dai paesi limitrofi, i quali hanno preso parte alla celebrazione tenutasi al Calvario, dove un bimbo ha personificato Gesù nella sua entrata a Gerusalemme, successivamente la folla di gente si è recata in Chiesa per partecipare alla Celebrazione Eucaristica. Dopo la Messa, il bimbo accompagnato dai fedeli si è recato nella sua dimora, in cui è stato allestito un altare che lo ha visto protagonista per tutta la giornata, infatti come da tradizione nissorina, il bambino ha ricevuto la visita di tutti i fedeli nissorini e non, che gli hanno reso omaggio fino a tarda sera. Il Mercoledì Santo la comunità ha partecipato numerosa, alla processione col simulacro della Madonna Addolorata al Calvario, nonostante le avverse condizioni metereologiche e il Giovedì Santo altrettanta affluenza la si è avuta alla Messa in Coena Domini.
Il Venerdì Santo, alle ore 12 i portatori di Gesù Crocefisso hanno traslato il Crocefisso all'altare maggiore, anche questo è stato un momento pieno di tanto raccoglimento e commozione da parte della comunità intera. La Processione serale al Calvario, quest'anno ha visto la partecipazione di tantissima gente che ha partecipato con molta devozione. Il Sabato Santo è stato caratterizzato dalla celebrazione della Solenne Veglia Pasquale, meravigliosa celebrazione che ha visto il coinvolgimento di tutti i fedeli catturati dalle parole profonde e dall'invito ad una resurrezione piena della nostra vita, proferite dal nostro parroco; durante tale celebrazione vi è stato il saluto del nostro Sindaco uscente, Filippo Buscemi, che ha voluto ringraziare personalmente don Giuseppe La Giusa per la piena collaborazione e il tanto affetto dimostratogli in questi cinque anni del suo mandato, i ringraziamenti sono stati reciproci e hanno avuto il plauso di tutta la comunità riunita per quella circostanza.
Un ringraziamento non può che andare anche a don Rodhon Robert Hadima, il nostro caro padre Robert, che con il suo prezioso ausilio ha dato man forte al nostro parroco sempre al servizio dei fedeli, che nonostante qualche problemino di salute, è riuscito a portare a termine in maniera eccellente, tutti i propositi che si era prefissato, grazie all'aiuto di Dio.
di Samantha Pergola
Statua lignea dell'Immacolata
Prima fase di pulitura della statua lignea raffigurante l'Immacolata. Cominciano a comparire i colori originale sotto numerosi strati di pittura!

Fede e Martirio
Lo scorso 29 Marzo, la nostra Comunità
di Nissoria ha celebrato la veglia di adorazione in occasione della ventesima giornata dedicata dal MGM nazionale alla memoria dei missionari che ogni hanno versano il loro sangue nelle varie parti del mondo, testimoniando fino alle estreme conseguenze, la propria fede e appartenenza totale a Cristo. E' stato un momento intenso di comunione fra i presenti, Cristo-Eucarestia e i martiri missionari sia di quest'anno che degli anni precedenti.
La celebrazione, ricca di segni, ha toccato il momento più forte durante la lettura di brani tratti dagli scritti o dai testamenti spirituali di alcuni di questi nostri testimoni autentici dell'amore di Gesù; in ognuno di essi il tema principale è l'amore, la dedizione totale agli altri specie ai più poveri, ai più bisognosi, ai perseguitati, agli emarginati senza guardare alle religioni di appartenenza o alle etnie di provenienza ma semplicemente vedendo in ognuno di essi il volto di Cristo sofferente, e poi la loro capacità di perdonare e di pregare per i loro persecutori ed assassini.
Il gruppo missionario parrocchiale ha sposato, sin dal primo anno, l'iniziativa del MGM di commemorare ogni 24 Marzo, giorno dell'assassinio brutale di Oscar Romero, Vescovo di San Salvador, ucciso mentre elevava il calice del vino durante la celebrazione della messa, perché ha ritenuto che il soffermarsi per un momento sul fatto che ogni anno ci siano cristiani che muoiono consapevolmente per la loro fede, possa essere da sprone per ognuno di noi, per rinvigorire la nostra tiepida fede ormai assopitasi dietro mode e tradizioni sterili e di nessun impatto sulla conversione delle nostre comunità, delle nostre famiglie e, quel che è peggio, dei nostri giovani.
"I cristiani devono imparare ad offrire segni di speranza, coltivando i grandi ideali che trasformano la storia", questo pensiero del nostro Papa ci conferma nel pensare che non ci sia "apprendistato" migliore, per imparare, se non andare alla scuola di questi nostri fratelli martiri i quali hanno imparato, a loro volta, dal grande Modello, Cristo Signore, il significato di una sequela matura e consapevole.
Il nostro parroco, Don Giuseppe La Giusa, nel suo intervento durante la celebrazione, ha ricordato un missionario salesiano di Agira il quale è morto in Sudamerica per un incidente, sembra provocato volontariamente da gente che non vedeva di buon occhio il suo interessamento e la sua difesa dei diritti degli abitanti della Favelas dove viveva e operava, e parlando della madre di questo missionario raccontava di come questa donna, anche lei di grande fede, riuscisse ad offrire al Signore il suo dolore e le sue preghiere perché la morte del figlio potesse essere benedizione per quei popoli, compresi i suoi nemici.
L'amore di Cristo è contagioso e chi riesce a farlo proprio è capace di donarlo a tutti indistintamente, insieme al perdono e alla testimonianza autentica, così come, ogni anno, ci insegnano i martiri missionari.
di Filippo Dottore
Non fuggire il Signore…rispondi alla sua chiamata!
Con questo invito sono stati attivati
i quattro centri di ascolto della Parola di Dio nella Parrocchia San Giuseppe di Nissoria. In vista dell'inizio della Missione Popolare Diocesana infatti, il nostro parroco, don Giuseppe La Giusa ha voluto coinvolgere tutta la comunità parrocchiale attraverso l'organizzazione di quattro centri di ascolto tenuti nei quattro differenti quartieri in cui è stato diviso il nostro piccolo paesino, iniziando così una "formazione alla formazione" itinerante; i centri di ascolto sono stati volutamente attivati nei quattro mercoledì di Quaresima, periodo di conversione e mutamento interiore. La partecipazione della comunità è stata sorprendente, i centri hanno visto il coinvolgimento di circa duecento fedeli che si sono ritrovati nelle abitazioni dei loro compaesani per trascorrere più di un'ora del loro tempo riflettendo sulla vita di uno dei profeti minori, simbolo della irrequietezza umana e della conversione interiore dopo un percorso di vita travagliato, ossia Giona.
È stato proprio questo personificarsi nel profeta Giona che ha permesso un coinvolgimento sentito e attento da parte della comunità parrocchiale nissorina ai centri di ascolto, la quale non si è limitata all'ascolto della vita del profeta, bensì ha tratto da essa moltissimi spunti di riflessione riuscendo ad interagire al suo interno in modo brillante. Giona ci ha permesso di aprire gli occhi del nostro cuore, scalfito da mille paure e da tanta debolezza, abbiamo compreso come quella storia non possa rimanere fossilizzata nella Bibbia, ma deve essere contestualizzata nel nostro vissuto quotidiano, potendo quindi affermare che Giona è stato in grado di muovere le nostre coscienze, immettendoci nella nostra missione di figli di Dio.
I centri sono stati organizzati in modo meticoloso; sono stati stampati gli inviti che i nostri missionari "porta a porta" hanno provveduto a distribuire ad ogni famiglia, anche sul foglio parrocchiale è stato inserito il volantino per fare in modo che tutto il paese fosse a conoscenza di questa meravigliosa iniziativa e potesse quindi prendervi parte. Per non farci mancare proprio nulla, abbiamo inserito il programma dei quattro centri anche sul nostro sito parrocchiale www.parrocchianissoria.it e, per essere al passo coi tempi, abbiamo pubblicizzato i centri anche su uno dei social network più frequentato da giovani e adulti, ossia Facebook, attribuendogli quindi un compito diverso rispetto a quello che gli è proprio ossia puro svago e intrattenimento.
All'ultimo incontro tenutosi giorno 28 marzo si è notato il dispiacere per la fine di questa meravigliosa avventura, ma d'accordo con don Giuseppe La Giusa, abbiamo pensato di continuare ad alimentare questa fiammella di speranza e partecipazione, organizzando per i prossimi mesi altri quattro incontri, uno per ogni mese, per arrivare così preparati e col cuore aperto all'avvio della Missione Popolare che avrà inizio alla fine del mese di settembre 2012.
Un mio ringraziamento va al nostro parroco don Giuseppe La Giusa, che ancora una volta ha scommesso su sé stesso vincendo, grazie per avermi coinvolto in questa magnifica esperienza facendomi superare tutti i timori e le titubanze che mi attanagliavano, proprio come Giona, prima di iniziare questa avventura. Grazie! E un grazie anche alle famiglie che ci hanno ospitato con gioia!
di Samantha Pergola
Il tempo della Mistagogia
Con la Celebrazione del Battesimo, della Confermazione e dell'Eucarestia, non è terminato l'itinerario d'iniziazione cristiana. Inizia il tempo della Mistagogia, per poter così familiarizzare sempre di più con la vita cristiana e con la propria comunità parrocchiale. Il neofita è educato a scoprire e a crescere sempre più nella grande fedeltà a Cristo, rinnovandola con la grazia dei sacramenti. Ogni ragazzo/a deve concretamente far proprio l'impegno della Celebrazione Eucaristica Domenicale e a continuare la sua formazione cristiana nell'età dell'adolescenza e della giovinezza.
Il Tempo della Mistagogia è dunque vivere i Sacramenti Celebrati, essere testimoni della carità in famiglia, a scuola, nel quartiere, con gli amici. Diventare abituali frequentatori della Messa Domenicale, partecipando attivamente con la preghiera, il canto, i vari ministeri, la Comunione Eucaristica. "Il Battesimo e la Confermazione esigono testimonianza e coerenza, l'Eucarestia condivisione e dono di sé verso gli altri …". Durante la Mistagogia, noi catechisti e responsabili, portiamo a compimento il definitivo inserimento dei nostri ragazzi nelle attività della parrocchia, insieme ad un corretto ingaggio dei genitori, secondo la misura delle loro disponibilità. La Mistagogia ci apre alla vita nuova del cristiano, salvato da Cristo, attraverso i Sacramenti ricevuti. Dobbiamo dar testimonianza concreta nella nostra comunità a cui apparteniamo e nel mondo in cui viviamo i nostri impegni quotidiani.
Ritengo che, compiuto il cammino dell'iniziazione e diventati cristiani formati, non sia terminato il lavoro di crescita: la pressione della cultura pagana che ci assedia, la prospettiva dell'età adolescenziale con i suoi problemi, l'ingresso nella Scuola Superiore e l'insorgere dei problemi affettivi e professionali, porteranno a ridisegnare l'esistenza di ogni adolescente, mettendolo ogni giorno in discussione. Noi catechiste dell'iniziazione cristiana abbiamo dunque il compito di annunciare il Vangelo che dia risposte credibili ai nostri ragazzi, seguendo gli insegnamenti e la Parola di Gesù!
I nostri ragazzi sono quasi tutti di seconda e terza media, partecipano alle nostre riunioni anche ragazzi di 16 anni. I nostri incontri si svolgono ogni 15 giorni, con la preghiera, la riflessione di un Salmo preparata da un ragazzo/a, e infine con un dialogo e confronto dell'argomento del giorno. Ma soprattutto con la voglia e la gioia di star quell'ora insieme!
Ne approfitto per invitare tutti i ragazzi che vogliono unirsi a noi….
Ringrazio le mie collaboratrici catechiste Giusy C., Francesca S., Antonella B., Angela O., Enza G., che mi aiutano in questo arduo "lavoro"……
Cerchiamo sempre più di valorizzare la nostra Parrocchia, unica nel nostro piccolo paesino…in quanto centro e punto di riferimento per i nostri ragazzi.............
E camminiamo sempre secondo gli insegnamenti del Vangelo di nostro Signore Gesù…
La responsable della Mistagogia
Francesca Castellana
Conversione, pentimento e invito ad una nuova esistenza
Sono questi i tre obiettivi
che ci vengono proposti anche quest'anno all'inizio del cammino quaresimale. L'invito a cui dobbiamo rispondere è proprio quello di attuare un mutamento interiore che, coadiuvato da un profondo pentimento, può condurci ad una nuova esistenza degna dell'impronta cristiana.
Quest'anno la parrocchia S. Giuseppe di Nissoria, ha iniziato il suo percorso quaresimale con il consueto rito dell'Imposizione delle Ceneri, mercoledì 22 febbraio, che ha visto la partecipazione di una moltitudine di fedeli, i quali hanno partecipato con devozione e raccoglimento alla Celebrazione Eucaristica presieduta da padre Pietro Antonio Ruggiero, che su invito del parroco don Giuseppe La Giusa, ha iniziato il suo percorso quaresimale con la comunità nissorina. Padre Pietro Antonio è riuscito a coinvolgere i fedeli grazie al suo "inneggiare" ad una nuova vita, il suo invito alla comunità tutta è stato quello di iniziare un nuovo cammino segnato da una profonda conversione, da un riordino della propria vita e dalla volontà di gettare via le proprie "maschere" per vivere un'esistenza reale e non una vita da "palcoscenico".
Il programma quaresimale nissorino quest'anno sarà colmo di iniziative che interesseranno l'intera comunità, affinchè questi 40 giorni che ci accingiamo a trascorrere, non siano vissuti in preda ai sacrifici e alle rinunce, bensì in vista di una resurrezione spirituale. Quest'anno in concomitanza con la Missione Popolare Diocesana, la parrocchia S. Giuseppe di Nissoria, sotto la zelante guida di don Giuseppe La Giusa, ha organizzato dei centri di ascolto della Parola di Dio, incentrati, non a caso, sulla vita del profeta Giona, il quale ci invita a non fuggire il Signore, ma ad accogliere la sua chiamata. I centri di ascolto saranno inseriti in un percorso itinerante durante il quale, l'intera comunità avrà modo di prendervi parte in quanto saranno organizzati nei quartieri a loro più vicini. Attraverso queste attività si cerca di rendere sempre più partecipi i fedeli, avvicinandosi soprattutto a coloro i quali ancora oggi, non sentono di appartenere pienamente alla vita della Parrocchia.
Seguiamo quindi l'invito di padre Pietro Antonio e del profeta Giona, "cambiamo strada e immettiamoci in quella della salvezza di Dio".
di Samantha Pergola
Carnevale in parrocchia!
Quando il carnevale nissorino sembrava
finito ancor prima di essere iniziato…ecco che è la parrocchia che si attiva per far vivere a bambini e giovani giorni di spensieratezza, con balli, burle e scherzi tipici dell'atmosfera carnascialesca. Quest'anno ad organizzare il carnevale nissorino in parrocchia, sono stati i catechisti di comune accordo col parroco don Giuseppe La Giusa, i quali trascorrendo parte del loro tempo nelle varie attività parrocchiali con i bambini hanno deciso di organizzare stupendi pomeriggi danzanti e festosi presso i locali del salone parrocchiale.
I bambini e i giovani hanno accettato l'invito con molto entusiasmo, accorrendo numerosi; non è stata scelta una tematica ben definita per i costumi di carnevale, ma si è lasciato libero sfogo alla fantasia e alla vivacità dei bambini. La prima giornata di carnevale quest'anno è coincisa con la "Giornata della Vita" ed ha riscosso particolare successo, ma i catechisti e il parroco non si sono voluti fermare a quella occasione e con impegno hanno organizzato un proseguo di carnevale "con i fiocchi".
Il salone parrocchiale è divenuto scena del sano e puro divertimento dei bimbi e giovani, che hanno ballato e scherzato a suon di trombette, con coriandoli e miriadi di stelle filanti, danze intervallate da stuzzichini e bevande offerte dal parroco e dagli accompagnatori. L'armonia ha giocato un ruolo fondamentale, i bambini, con il loro entusiasmo e la loro voglia di fare, sono riusciti a coinvolgere nelle danze e nel divertimento i loro catechisti, riuscendo a creare un'ottima sinergia.
Queste iniziative curate dal parroco e dai catechisti-accompagnatori non fanno altro che incrementare la partecipazione dei ragazzi alla vita della comunità parrocchiale, si deve sviluppare una nuova coscienza collettiva che veda la Chiesa e tutti i suoi luoghi, non come un qualcosa di alieno, dove ci si passa un'ora del proprio tempo per il catechismo, bensì la Chiesa e la partecipazione alla vita parrocchiale devono divenire sempre di più, parte integrante della vita quotidiana di ogni buon cristiano, per questo bisogna partire dall'alimentare questa voglia di partecipazione proprio dai piccolini e dai giovani, il nostro futuro.
di Samantha Pergola
La gioventù alimenti il prezioso fiore chiamato "Vita"
"La vera giovinezza risiede e
fiorisce in chi non si chiude alla vita ", esordisce così il messaggio del Consiglio Episcopale Permanente in occasione della 34a Giornata Nazionale per la vita che si è tenuta giorno 5 febbraio 2012.
Quest´anno il tema della giornata della vita è stato rivolto principalmente ai giovani, i quali sono invitati ad "aprirsi alla vita". Proprio in questo momento delicato della vita sociale, i giovani, linfa della società, devono "armarsi" di buona volontà e inseguire i loro sogni e le loro ambizioni in modo tale da non creare ulteriori fratture sociali. Sicuramente oggi i nostri giovani fanno molta fatica a giocare il loro ruolo nella società, poiché sono tanti i problemi e le incertezze che affliggono il loro presente, ma soprattutto, il loro futuro; tutto ciò porta a provare un senso di rifiuto nei confronti del dono più prezioso che Dio ci ha donato,ossia la vita e conduce dentro un tunnel colmo di falsi idoli, alla cui uscita non si troverà di certo la luce della vita, ma l'oscurità dell'emarginazione. Ciò di cui hanno bisogno i giovani del nostro tempo è una guida che li aiuti a rimettersi in pista e a riconquistare quel ruolo che hanno smarrito, per poter così riscoprire il vero senso dell'esistenza. Anche la Parrocchia S. Giuseppe di Nissoria ha risposto all'invito di "aprirsi alla vita", organizzando un ricco programma in occasione della "Giornata della vita".
Come di consueto, vi è stata la presenza dell'autoemoteca adiacente i locali della parrocchia e alle 10:30 vi è stata la sfilata di tutti i bambini e ragazzi del catechismo, i quali reggevano in mano un fiore, simbolo della vita che fiorisce e che deve essere curato per non appassire. A conclusione della celebrazione eucaristica il Comitato per la Vita, ha assegnato il premio per la vita al piccolo Rosario Cremona, giovane della nostra parrocchia che per motivi di salute è stato costretto a subire un intervento agli arti inferiori che lo ha portato ad assentarsi dalla sua comunità per parecchi mesi. Oggi il piccolo Rosario sta pian piano riprendendosi e con l'aiuto di Dio, ritornerà presto tra noi. Il premio è stato consegnato alla madre di Rosario, poiché lui è ancora allettato, ma nonostante la sua assenza, Rosario ha voluto ringraziare tutta la comunità nissorina che le è stata vicina in questi momenti di sconforto con la seguente lettera: "Ciao a tutti. Volevo ringraziare tutta la comunità parrocchiale, tutti coloro che mi hanno pensato e che mi sono stati vicini in questo periodo difficile, in cui ho sofferto molto, ma nonostante ciò mi ritengo fortunato perché ho capito di avere accanto persone pronte ad aiutarmi, che mi hanno dato forza e coraggio. Infine grazie per avermi pensato in questo giorno dedicato alla vita, ne sono felice. Un abbraccio. Rosario Cremona".
All'uscita dalla chiesa, anche quest'anno i bambini hanno voluto affidare i loro pensieri a Dio con il consueto lancio dei palloncini colorati in cielo. La festa si è protratta anche nel pomeriggio, quando i bambini e i ragazzi si sono ritrovati nei locali del salone parrocchiale dove hanno ballato, cantato e gioito inneggiando alla vita, assieme al parroco don Giuseppe La Giusa e ai loro accompagnatori-catechisti, i quali si sono prodigati nella realizzazione della manifestazione e proseguono nel loro arduo compito di formare bambini grati alla vita e giovani di qualità, affiancati da tutte le altre agenzie di socializzazione presenti nella nostra realtà.
di Samantha Pergola
Sulla scia della Santa Famiglia di Nazareth
Anche quest’anno la Parrocchia San
Giuseppe di Nissoria ha celebrato la festività della Santa Famiglia, giorno 30 dicembre 2011. L’intera comunità è stata coinvolta nella celebrazione eucaristica che ha visto come protagoniste le coppie che quest’anno hanno festeggiato i loro anniversari di matrimonio,alle quali è stata consegnata un’immagine raffigurante la Madonna col Bambino Gesù ed, in particolare, a coloro che hanno festeggiato il 25esimo, 50esimo e 60esimo anniversario di matrimonio è stata consegnata una pergamena ricordo firmata da Mons. Vescovo Salvatore Muratore e dal parroco.
L’omelia è stata ricca di spunti di riflessione sulle tematiche riguardanti il ruolo della famiglia nella società del nostro tempo. Il parroco Don Giuseppe La Giusa, ha tracciato in maniera alquanto esaustiva, l’excursus storico della famiglia, partendo dalla Santa Famiglia di Nazareth, nella quale il Figlio di Dio è entrato assumendo la natura umana e arrivando alla famiglia così come si presenta ai nostri giorni, ovvero minacciata da una profonda eclissi di valori e da una perdita dei ruoli. Ciò che è stato evidenziato, è stato appunto il fatto che oggi all’interno dei nuclei familiari, per poter ricomporre quell’unità di cui la famiglia necessita per poter crescere, occorrerebbe un’”ammissione di colpa” da parte dei genitori, i quali devono comprendere che i figli appartengono a Dio e non possono pertanto manipolarli a loro piacimento, dall’altro lato, però, i figli devono riabituarsi a riconoscere il ruolo genitoriale e tutto ciò che esso comporta.
Un altro importante spunto di riflessione è emerso dalla Prima Lettura, in cui si parlava di Abramo e della sua profonda fede in Dio che lo ha indotto a dare a suo figlio, un nome che ne ha sottolineato profondamente l’identità, l’educazione e la formazione, caratteristiche che oggi purtroppo, risultano essere carenti a causa dell’assenza dei valori che investe la nostra società. Il parroco ha, inoltre, sottolineato come la famiglia ha il dovere di educare i propri figli nella fede e nell’amore sin dalla tenera età, poiché in quella fase la mente dei bambini risulta essere priva di pensieri malsani e quindi più propensa ad introiettare gli insegnamenti di Dio. Se i bambini crescono in un ambiente familiare colmo di fede e amore, questo plasmerà la loro personalità e neanche i piaceri materiali che la società propone, riusciranno ad allontanarli da Dio. Ciò che in conclusione è emerso dall’omelia è stato un appello alle famiglie di oggi, affinchè i genitori siano, in primis, testimoni della fede per i loro figli, essendo pur coscienti che i tempi in cui viviamo non sono per niente facili da affrontare, ma col sacrificio e seguendo l’esempio della Santa Famiglia di Nazareth, questo non sarà un compito arduo da portare a termine, bensì semplicemente un piacere che arricchirà sicuramente la nostra società, partendo dalla sua cellula più piccola, ossia la famiglia.


